Autore Topic: Mp3...ovvero la fine della Musica.  (Letto 8310 volte)

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #15 il: Gennaio 22, 2008, 11:02:22 pm »
la nostra spaccajeans band naviga nell'oro  8)

 ;D

el "sior paron" fa lo splendido ;D

santanadotson

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #16 il: Gennaio 23, 2008, 01:00:20 am »
io sinceramente ho iniziato ad ascoltare i pearl jam perche' un amico mi diede a suo tempo una cassetta di qualita' scadente,i pearl jam tra l altro non facevano video o se li facevano facevano cagare eppure mi sono piaciuti e mi sono comprato l originale,perche' per me valeva la spesa di un mese di sacrifici non avendo un lavoro...

alla fine il discorso sta tutto sul costo della musica.un ragazzino e' disposto a fare sacrifici per il proprio gruppo preferito ma non se ne parla neanche se si tratta di ascoltare qualcosa sulla base di una dritta di un amico.i parrucconi delle major non lo hanno capito evidentemente e devono stare attenti perche' se prende piede l' esperimento dei radiohead come auspico ,allora dovranno farsi il segno della croce.

tornando alla mia esperienza io degli alice in chains compravo tutti i cd originali,poi anche dei gruppi paralleli,il cofanetto anche se sapevo che si trattava di un furto per cui per l appassionato del proprio cantante preferito non e' un problema il prezzo,in tutti gli altri casi lo e'.io presi un cd dei karma al prezzo in offerta di 25mila lire e mi piacque,se lo avessi ascoltato con bittorrent lo avrei preso originale anche a 40mila lire...ma senza quell' offerta certamente non avrei ascoltato in quel momento i  karma

per me un cd musicale non puo' costare piu' di 10 euro,trovo vergognosi i prezzi dei cd attuali e diffido dal discorso della crisi delle case discografiche.per me eventualmente dopo aver spremuto troppo la clientela non riescono a proporre,per voler continuare a guadagnare come prima,un prodotto musicale con un rapporto qualita'-prezzo onesto,tanto e' vero che da piu' parti si dice che c'e' un calo degli acquisti di cd intorno al 15-20% mentre e' addirittura triplicato in un anno l acquisto di musica on line,il che dice tutto.

sul discorso dei piccoli gruppi il discorso di juan ha un suo perche' ma di solito le piccole case portano avanti un gruppo promettente salvo poi non poterlo gestire perche' subentra una virgin o emi di turno...a quel punto il gruppo promettente finisce di fare musica di qualita' perche' obbligata a fare 3 cd di musica di merda(stile backstreet boys) in 4 anni per rientrare dell investimento...se ci riescono si fanno ricchi tutti ma di fatto si sono venduti per soldi,in caso contrario il gruppo viene licenziato(l altro ieri per questo motivo annie lennox,non franco califano,e' stata licenziata)
a questo punto come diceva mel brooks,fanculo i poveri e io continuo a scaricarmi la musica fino a quando non si trovera' una soluzione al caro-cd

juan13

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #17 il: Gennaio 23, 2008, 09:07:14 am »
Allora, anche per me la musica è la passione principale della mia vita, mi accompagna da sempre.
I probelmi in gioco sono tanti e grandi. Prima di tutti bisognerebbe avere il coraggio di dire che non è vero che i cd costano tanto, può sembrare paradossale ma sono uno dei pochi beni che non ha subito rincari con l'avvento dell'euro. 7 anni fa costavano 40 carte i cd nuovi, anzi forse sono leggermente diminuiti dato che girando un po' nei negozi reali e in internet si può tranquillamente pagare una novità non più di 15/16 euro. Inoltre ci sarebbe da fare un discorso lunghissimo e noioso su quanti LP si potevano acquistare negli anni '70 ad esempio con il normale stipendio di un operaio e quanti cd si possono comprare oggi con il normale stipendio di un operaio. Vi sembrerà strano ma oggi se ne possono  comprare il doppio eppure c'è la percezione diffusa che i cd costino troppo. perchè? Semplice, perchè un normale ragazzo degli anni '70 aveva poche altre cose a cui appassionarsi oltre la musica, mentre oggi siamo invasi da cellulari, computer, xbox etc... inoltre allora la musica aveva una funzione diciamo sociale che oggi ha totalmente perso. Senza contare infine che ormai quasi tutti i dischi vecchi ciclicamente vanno in nice price, a parte i long sellers Beatles e Pink Floyd (comunuqe recentemente ho visto il loro cd a 12 Euro...almeno il pifferaio alle porte dell'alba che non ce l'ha lo dovrebbe prendere a costo della vita...)
Quindi se diciamo che tutto costa troppo sono d'accordo, ma se diciamo che i cd rispetto al resto costano troppo non sono per niente d'accordo.

Poi l'MP3 ha portato indubbiamente molte cose positive ma anche altrettante negative. Oggi incidere un disco costa pochissimo: un programmino audio per il pc, un masterizzatore, il tuo strumento preferito e il gioco è fatto. Questo ha portato alla saturazione completa del mercato discografico, ad diluvio di merda nel quale orientarsi diventa impossibile dato che qualsiasi giovincello con le paturnie può incidere un disco sul suo cuoricino infranto. Per questo c'è la sensazione che non si incidano più dischi degni nota, cosa assolutamente non vera e solo molto più difficile scovarli perchè sommersi da un magma indistinto di schifezze incise senza alcun controllo tanto non ci perdi praticamente nulla. Viene quasi da rimpiangere le Majors e ho detto tutto...

Scusate la confusione, spero di essere stato minimamente chiaro...

condivido in pieno.
secondo me hai centrato il punto.
mi permetto di riprendere un tuo discorso.
come dici te siamo arrivati a rimpiangere le majors......e perchè?
xchè nel marasma di produzioni fuffa che ci sono in giro, e con i pochi guadagni di oggi nessuna major si avventura ad offrire un contratto a qualcosa di non sicuro, di rivoluzionario......artistico.
x loro, purtroppo, la musica è diventata un prodotto....usa e getta.

bisogna cmq sottolineare che per le case indipendenti le cose vanno addirittura peggio........e questo è un dato di fatto.
e le cose vanno perggio dall'avvento di internet, non prima.
quindi si possono fare tutti i discorsi che si vogliono sulle possibilità di internet, ma questi sono i fatti.
nessuno vuole più investire in musica....nessuno.

juan13

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #18 il: Gennaio 23, 2008, 09:19:29 am »

sul discorso dei piccoli gruppi il discorso di juan ha un suo perche' ma di solito le piccole case portano avanti un gruppo promettente salvo poi non poterlo gestire perche' subentra una virgin o emi di turno...a quel punto il gruppo promettente finisce di fare musica di qualita' perche' obbligata a fare 3 cd di musica di merda(stile backstreet boys) in 4 anni per rientrare dell investimento...se ci riescono si fanno ricchi tutti ma di fatto si sono venduti per soldi,in caso contrario il gruppo viene licenziato(l altro ieri per questo motivo annie lennox,non franco califano,e' stata licenziata)
a questo punto come diceva mel brooks,fanculo i poveri e io continuo a scaricarmi la musica fino a quando non si trovera' una soluzione al caro-cd


fidati...ormai le piccole case non portano più avanti un bel niente.
tu ti autoproduci, loro cercano di promuoverti ma vogliono delle percentuali ridicole (70%) dei guadagni, perchè temono fortemente di non rientrare.
dieci anni fa producevano loro i gruppi promettenti, ora non producono più nessuno.
....e riprendendo il discorso di huey.....per fare un cd di qualità non servono molti soldi, ma ti assicuro che sei vuoi incidere un cd di musica rock in modo un pò professinale ti partono tra incisioni, missaggio e mastering almeno 5000 euro.  e poi ci sono le spese per i cd.  ne stampi mille........siamo sui 3000 euro!
se questi non te li compra nessuno perchè dopo TRE GIORNI tutti si scaricano gratis i tuoi pezzi puoi capire che l'autoproduzione, e l'autopromozione vanno bene, ma solo se le cose girano alla grande!

io voglio proprio che si sfati questo mito:
non è assolutamente vero che internet aiuta i deboli a indebolisce i forti....NON E' VERO!
...ma tutti pensano sia così...

juan13

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #19 il: Gennaio 23, 2008, 09:28:41 am »

una soluzione potrebbe essere di portare la musica ad un altro livello. non business ma arte e amore.
scrivo e diffondo non per ricevere soldi ma perchè mi piace e per trasmettere agli altri le mie opere.


io ti posso assicurare che se così fosse il 95% della musica incisa negli ultimi 50 anni sparirebbe all'istante.
secondo te quanti gruppi incidono la loro musica per regalarla agli altri....tutti sono contenti che la loro musica venga ascoltata, ma se poi tu non sopravvivi come artista.....
per fare un album con le palle, per diventare un musicista con le palle (non uno che si compra due software e incide qualcosa per hobby) devi dedicare la tua vita alla muscia, all'arte.
ma se nessuno è disposto a sborsare una lira per questa tuta passione perchè' ti dicono che la musica è arte, stai pur sicuro che ora P.mccartney farebbe il pubblicitario, gilmour avrebbe un'impresa di pulizie, e eddie vedder sarebbe ancora alla pompa di benzina!
se non hai introiti di che sopravvivi?
questo dispcorso funziona solo a livello amatoriale.

e andando in altri campi dell'arte:
niente cappella sistina, gioconda, vergine delle rocce....e tutte le opere che sono state pagate nei secoli.

Offline oskar

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #20 il: Gennaio 23, 2008, 06:07:25 pm »
io ti posso assicurare che se così fosse il 95% della musica incisa negli ultimi 50 anni sparirebbe all'istante.
secondo te quanti gruppi incidono la loro musica per regalarla agli altri....tutti sono contenti che la loro musica venga ascoltata, ma se poi tu non sopravvivi come artista.....
per fare un album con le palle, per diventare un musicista con le palle (non uno che si compra due software e incide qualcosa per hobby) devi dedicare la tua vita alla muscia, all'arte.
ma se nessuno è disposto a sborsare una lira per questa tuta passione perchè' ti dicono che la musica è arte, stai pur sicuro che ora P.mccartney farebbe il pubblicitario, gilmour avrebbe un'impresa di pulizie, e eddie vedder sarebbe ancora alla pompa di benzina!
se non hai introiti di che sopravvivi?
questo dispcorso funziona solo a livello amatoriale.

e andando in altri campi dell'arte:
niente cappella sistina, gioconda, vergine delle rocce....e tutte le opere che sono state pagate nei secoli.

Il problema è che le prime a soccombere a causa del download selvaggio saranno proprio le etichette indipendenti dato che le majors avranno sempre la Britney di turno da spremere, realtà indipendenti coma la SST degli anni '80 o la Sub Pop sono semplicemente inimmaginabili oggi. Il fatto è che l'Underground oggi non emerge più, si è interrotto il circuito che portava un gruppo ad iniziare con una piccola etichetta e poi a passare su Major (quella del vendersi l'anima appena passati alla Major di turno è uno dei luoghi comuni più triti, basta pensare a quello che hanno fatto con grosse etichette R.E.M., Sonic Youth, Nirvana e mille altre band tutte rigorosamenete emerse dall'undeground).
Ma ribadisco che il fulcro di tutto è la mancanza di passione,  la musica ha perso la sua funzione sociale che era importantissima negli anni '60-'70. oggi una persona normale al massimo conosce i Coldplay, negli anni '70 almeno di nome quasi tutti conoscevano i Velvet underground che di certo non passavano a manetta per radio. L'ultimo fenomeno di massa, indipendentemente dalla qualità della proposta, è stato il Grunge e sono passati 20 anni. Da questo punto di vista è solo da questo si può dire che il Rock è morto, nel senso che ha perso la sua forza propulsiva. Amen.
Guasto

santanadotson

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #21 il: Gennaio 23, 2008, 06:09:02 pm »
capisco il tuo discorso juan ma purtroppo il ladro(major) si sta' lamentando che c'e' qualcuno(utenti internet) che ha trovato un metodo per rubare meglio di loro.sta alle major rinunciare a parte dei profitti per promuovere la musica in maniera piu' onesta.i radiohead hanno dimostrato chi sono i veri ladri offrendo il loro cd a una cifra stabilita unilateralmente dal compratore.c'e' chi ha preso il cd a 0,99 cent ma la media si e' attestata sui 4-6 euro e si e' avuto un rapporto diretto tra chi fa musica e chi l acquista.

questo spaventa le major,essere esclusi dal business,ma se loro continueranno a sovrastimare il proprio prodotto ci sara' sempre qualcuno che cerchera' di procurarsi la musica(che avrebbe pagato a cifra equa) in maniera illegale.cio' non e' giusto per carita',gli artisti che si appoggiano a piccole case discografiche saranno paradossalmente colpiti da questa situazione,dalla quale si puo' uscire solo svendendo la propria arte e componendo musica di merda ma la colpa non e' di internet ma di chi non si e' adeguato e crede di poter continuare a tenere il coltello alla gola del consumatore.in realta' internet non e' il problema,il problema sono le major che non lo sanno gestire

qui vi inserisco collegamento all articolo di punto informatico sull' iniziativa dei radiohead che apparentemente si sono fatti pochi soldi,in realta' non dovendo dividere la fetta della torta con nessuno direi che hanno tirato un bel bidone considerando che il copyright e' dei radiohead e che continueranno a guadagnare a vita da questo disco

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2108371
http://rockonomics.wordpress.com/2007/11/06/its-up-to-us-e-infatti/


Huey

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #22 il: Gennaio 23, 2008, 06:14:20 pm »
capisco il tuo discorso juan ma purtroppo il ladro(major) si sta' lamentando che c'e' qualcuno(utenti internet) che ha trovato un metodo per rubare meglio di loro.sta alle major rinunciare a parte dei profitti per promuovere la musica in maniera piu' onesta.i radiohead hanno dimostrato chi sono i veri ladri offrendo il loro cd a una cifra stabilita unilateralmente dal compratore.c'e' chi ha preso il cd a 0,99 cent ma la media si e' attestata sui 4-6 euro e si e' avuto un rapporto diretto tra chi fa musica e chi l acquista.

questo spaventa le major,essere esclusi dal business,ma se loro continueranno a sovrastimare il proprio prodotto ci sara' sempre qualcuno che cerchera' di procurarsi la musica(che avrebbe pagato a cifra equa) in maniera illegale.cio' non e' giusto per carita',gli artisti che si appoggiano a piccole case discografiche saranno paradossalmente colpiti da questa situazione,dalla quale si puo' uscire solo svendendo la propria arte e componendo musica di merda ma la colpa non e' di internet ma di chi non si e' adeguato e crede di poter continuare a tenere il coltello alla gola del consumatore.in realta' internet non e' il problema,il problema sono le major che non lo sanno gestire

qui vi inserisco collegamento all articolo di punto informatico sull' iniziativa dei radiohead che apparentemente si sono fatti pochi soldi,in realta' non dovendo dividere la fetta della torta con nessuno direi che hanno tirato un bel bidone considerando che il copyright e' dei radiohead e che continueranno a guadagnare a vita da questo disco

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2108371
http://rockonomics.wordpress.com/2007/11/06/its-up-to-us-e-infatti/



sono senza parole  :o
straquoto il Grande Vecchio Santana  :secchio:

Offline brax62

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #23 il: Gennaio 23, 2008, 07:01:42 pm »
poi c'è anche gente che ascolta le scissors sisters

juan13

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #24 il: Gennaio 24, 2008, 03:46:48 pm »
capisco il tuo discorso juan ma purtroppo il ladro(major) si sta' lamentando che c'e' qualcuno(utenti internet) che ha trovato un metodo per rubare meglio di loro.sta alle major rinunciare a parte dei profitti per promuovere la musica in maniera piu' onesta.i radiohead hanno dimostrato chi sono i veri ladri offrendo il loro cd a una cifra stabilita unilateralmente dal compratore.c'e' chi ha preso il cd a 0,99 cent ma la media si e' attestata sui 4-6 euro e si e' avuto un rapporto diretto tra chi fa musica e chi l acquista.

questo spaventa le major,essere esclusi dal business,ma se loro continueranno a sovrastimare il proprio prodotto ci sara' sempre qualcuno che cerchera' di procurarsi la musica(che avrebbe pagato a cifra equa) in maniera illegale.cio' non e' giusto per carita',gli artisti che si appoggiano a piccole case discografiche saranno paradossalmente colpiti da questa situazione,dalla quale si puo' uscire solo svendendo la propria arte e componendo musica di merda ma la colpa non e' di internet ma di chi non si e' adeguato e crede di poter continuare a tenere il coltello alla gola del consumatore.in realta' internet non e' il problema,il problema sono le major che non lo sanno gestire

qui vi inserisco collegamento all articolo di punto informatico sull' iniziativa dei radiohead che apparentemente si sono fatti pochi soldi,in realta' non dovendo dividere la fetta della torta con nessuno direi che hanno tirato un bel bidone considerando che il copyright e' dei radiohead e che continueranno a guadagnare a vita da questo disco

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2108371
http://rockonomics.wordpress.com/2007/11/06/its-up-to-us-e-infatti/



fin qui niente da dire.
io ammiro i Radiohead a dismisura per quello che hanno fatto negli ultimi anni.
non hanno cavalcato il successo, non hanno seguito il sentiero tracciato da loro stessi, e ora questa trovata.
questo sì che è raggirare lemajor, oltretutto fidandosi dei propri fans e la cosa è favolosa.
prince già mooolto tempo fa aveva iniziato per primo la politica del tagliare fuori le case, ora questo dei radiohead è un bel passo avanti.

ma c'è un ma.

io sono la band pinco pallino.
scriviamo musia propria che piace.
vinciamo dei concorsi, le cose sembrano andare alla grande.
più case discogradiche INDIPENDENTI, anche straniere, sono interessate a noi, ma tutte ci sbattono in faccia la triste realtà, non hanno un soldo da investire e se noi i pinco pallino ci autoproduciamo un album loro lo distribuiscono, ma mangiando una bella fetta della torta e senza mettere un soldo praticamente.
allora noi duri e puri ci autoproduciamo, autostampiamo i cd e autodistribuiamo. (10 euro per un cd completamente professionale, masterizzato al nautilus di milano di 10 pezzi).
le recensioni, molte sia su internet che su supporto cartaceo sono dal positivo all'entusiasta.
tre giorni dopo l'uscita dell'album siamo su emule.
vendiamo in 6 mesi meno di 300 copie.  non copriremo mai le spese....mai.
senza considerare il tempo e i giorni di lavoro persi!
moltissimi hanno scaricato l'album......

e qui la domanda......
io sono i radiohead, mi pemetto di fare la figata totale del vendere l'album solo in internet a prezzo libero....me lo comprano x persone, ma se sono i pinco pallino chie è disposto a pagare 4-5 euri per il mio album se non ho un nome, una garanzia....chi rischia.  io lo scaricherei forse, ma sono sicuro che tutti direbbero, vebbè fammelo sentire a gratis da emule poi decido...e la decisione arriverà secondo voi?

LA RISPOSTA E' FORSE SOLO QUESTA: IL ROCK E' MORTO, MA IL CANCRO CHE LO HA FATTO MORIRE PRIMA E' STATO INTERNET.






Offline porzione

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #25 il: Gennaio 24, 2008, 04:11:03 pm »
Magari la soluzione sarebbe distribuire dei files ascoltabile chessò per un mese, una settimana. In tal modo si salverebbero i lati positivi di internet (il passaparola, il volano monidale) e si salvaguarderebbero gli "artigiani", no?

santanadotson

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #26 il: Gennaio 24, 2008, 06:36:25 pm »
abbi pazienza juan ma io la vedo totalmente in senso opposto...se i pinco pallino suonano a milano e io sono a cagliari e non vi posso ascoltare dal vivo ne' vi conosco di certo non vado a comprare sulla fiducia un vostro disco a 20 euro perche' quei 20 euro mi servono per comprarmi i primus o i tool con tutto il rispetto.

ma se ho una dritta e mi dicono.."scaricati questo file...i pinco pallino sono eccezionali" io probabilmente spendo 3 minuti del mio tempo e forse compro il cd se reputo ne valga la pena(dipende anche dal prezzo,i pinco pallino saranno fighi ma io non ho anello al naso e per scucire 20 euro devo impressionarmi molto sulle loro qualita').

i pinco pallino potranno rientrare delle spese?forse si,forse no ma se diventeranno famosi dipendera' dalle leggi del mercato e dalle loro potenzialita' e bravura.internet non blocca il talento ma viceversa lo aiuta ad emergere.basta vedere you tube dove con il passaparola si creano ogni settimana dei fenomeni mediatici(i pinco pallino hanno per caso mai pensato di farsi conoscere su you tube a costo zero magari con delle cover specchietto delle allodole per trovare contatti?).il film donnie darko fece incassi scadenti nel 2001 ma con il passaparola su internet e' stato riproposto ottenendo un clamoroso successo,ma si potrebbero fare tanti casi analoghi

tornando alla musica,per me e' il suo costo elevato che lo fa diventare un prodotto di "lusso",un ragazzo dai 15-20 anni non si puo' permettere piu' di 2-3 cd originali l anno e se anche se lo puo' permettere odia spendere i soldi per un prodotto scadente comprato sulla fiducia.internet consente di ascoltare e eventualmente comprare,io ero fissato con il cd originale ma sono convintissimo che se la musica costasse la meta' tutti comprerebbero gli originali molto piu' volentieri.

Offline brax62

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #27 il: Gennaio 24, 2008, 06:49:50 pm »
scusate, forse sono OT, ma secondo me è solo una questione di sviluppo.

i grandi canali di distribuzione non funzionano più? chissenefrega. se un prodotto è buono, viene cmq a galla. che sia il passaparola piuttosto che il pump mediatico mi è indifferente.
bisogna adattarsi. e se posso risparmiare qualche soldo sulla musica, beh ben venga!!

la questione può essere allargata a mille campi. ogni qualvolta che qualcosa di innovativo stravolge il mercato ci sono grossi scossoni e la bilancia pende ovviamente da una parte piuttosto che dall'altra.

faccio il primo esempio che mi viene
se invento un materiale che costo 1/3 del cemento armato e rende 3 volte, sta ai produttori di cemento armato adeguarsi e 1.fare ricerca per migliorare il prodotto o 2.cambiare tipologia di prodotto. è più che logico che chi utilizza il cemento armato vada a prenderlo dove costa meno.

secondo me invece di criticare a priori internet, bisognerebbe trovare soluzioni alternative e utilizzarlo come uno strumento a proprio favore piuttosto che vederlo come il cancro. chi lo dice che non si potrebbero raggiungere mercati magari ignorati dalle majors, perchè non ritenuti adatti al tipo di prodotto offerto? cioè chi lo dice che l'heavy metal con accenni alla tradizione sarda creata da santana&theboyz non possa spopolare nei ghetti di Los Angeles o fra i ruscelli del Wisconsin dando al gruppo una notorietà, con spese ridotte, che nessuno avrebbe potuto immaginare?


Offline porzione

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #28 il: Gennaio 24, 2008, 06:54:31 pm »
scusate, forse sono OT, ma secondo me è solo una questione di sviluppo.

i grandi canali di distribuzione non funzionano più? chissenefrega. se un prodotto è buono, viene cmq a galla. che sia il passaparola piuttosto che il pump mediatico mi è indifferente.
bisogna adattarsi. e se posso non risparmiare qualche soldo sulla musica, beh ben venga!!

la questione può essere allargata a mille campi. ogni qualvolta che qualcosa di innovativo stravolge il mercato ci sono grossi scossoni e la bilancia pende ovviamente da una parte piuttosto che dall'altra.

faccio il primo esempio che mi viene
se invento un materiale che costo 1/3 del cemento armato e rende 3 volte, sta ai produttori di cemento armato adeguarsi e 1.fare ricerca per migliorare il prodotto o 2.cambiare tipologia di prodotto. è più che logico che chi utilizza il cemento armato vada a prenderlo dove costa meno.

secondo me invece di criticare a priori internet, bisognerebbe trovare soluzioni alternative e utilizzarlo come uno strumento a proprio favore piuttosto che vederlo come il cancro. chi lo dice che non si potrebbero raggiungere mercati magari ignorati dalle majors, perchè non ritenuti adatti al tipo di prodotto offerto? cioè chi lo dice che l'heavy metal con accenni alla tradizione sarda creata da santana&theboyz non possa spopolare nei ghetti di Los Angeles o fra i ruscelli del Wisconsin dando al gruppo una notorietà, con spese ridotte, che nessuno avrebbe potuto immaginare?


Nel caso, mi posso accodare nel seguito per il concerto a Green Bay?  :sbav:

Huey

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Re: mp3..... ovvero la fine della musica.
« Risposta #29 il: Gennaio 24, 2008, 09:38:50 pm »
cioè chi lo dice che l'heavy metal con accenni alla tradizione sarda creata da santana&theboyz non possa spopolare nei ghetti di Los Angeles o fra i ruscelli del Wisconsin dando al gruppo una notorietà, con spese ridotte, che nessuno avrebbe potuto immaginare?



io ho un mio amico che fa rock satanico o quelle merdate lì.
in Italia non lo conosce nessuno ma grazie a internet I suppose ha un fans club in australia (non sto scherzando)

e na' volta l'anno d'estate (lavorano tutti qui) prendono e fanno tour in paesi dell'est con tutto esaurito. non guadagnano, coprono le spese ma a sentir lui si divertono un casino.